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Laura Pigozzi  -  Voci smarrite

Ideale proseguimento del precedente A nuda voce, il volume prende le mosse da un'esplorazione della voce nel suo valore di legame sociale, cioè come capacità di produrre arte e pensiero (nel linguaggio psicoanalitico, capacità di sublimazione): della voce mentre si fa canto, soprattutto in un'epoca come la nostra, controversa e complessa, e per molti aspetti anestetica, cioè non favorevole all'estetica, alla sensibilità e alla creazione. Cantare genera vibrazioni sonore che fanno godere, uomini e donne, di quello stesso godimento a onde concentriche che invade il corpo femminile nell'eros. Cantare, godere, sublimare. Ecco perché la voce -sostiene Laura Pigozzi - può testimoniare oggi la tenuta creativa del soggetto nei confronti di una cultura conformistica che vorrebbe distruggerne la singolarità. La voce si fa sintomo prezioso nella protesta inconscia dei dislessici e degli stonati, nelle tessiture vocali dei castrati e dei sopranisti. La voce si fa eco nelle diplofonie, corpo che si spoglia nelle stripsodie, congelamento nelle voci anestetiche e in quelle narcise, abisso nel silenzio e nell'estasi di Santa Teresa, sublime nei timbri da Demetrio Stratos a Mina, da Antonin Artaud a Tom Waits e a Cathy Berberian. Oltre a una rivisitazione del mito di Orfeo e a un esame della relazione tra canto e anoressia, il testo propone una coraggiosa interrogazione sulla sessualità maschile, e indaga il vissuto del cambio della voce negli adolescenti maschi e il tema delle voci trans.

 

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Pubblicazioni in Choralia

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 23 febbraio 2011 )
 
Io voglio essere

IL VERO AMORE

L'amore vero non è una ricerca per cauterizzare l'isolamento. Il vero amore è trasformare l'isolamento in solitudine, aiutare l'altro, se lo ami, a essere solo. Tu non ne sei il completamento; non cerchi, in un modo o nell'altro, di completare l'amato con la tua presenza. niente affatto: lo aiuti a essere solo, a essere così pieno del proprio essere da non trasformare te in un bisogno. Quando una persona è totalmente libera, grazie a quella libertà è possibile una condivisione. In quel caso, questa persona può dare molto, senza che ciò sia un bisogno, senza che ci sia un baratto; dà molto perchè ha molto, dà per la gioia di dare.  Coloro che si amano sono soli e chi ti ama veramente non distruggerà mai la tua solitudine, ma la rispetterà completamente perchè è sacra, non interferirà con essa, non devasterà quello spazio. ( OSHO, Con te e senza di te, pagg. 46-47)

 

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