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LA MEMORIA DELL'AMORE Secondo l'ipotesi di Ferénczi, ogni essere umano conserva, misteriosamente nascosto nelle cellule, non solo il ricordo della propria vita intrauterina, ma anche l'inconscia memoria dell'origine della vita stessa, nata nelle profondità marine, e la sessualità ravviverebbe questa reminiscenza archetipica. Non associamo forse i movimenti dell'atto d'amore con il ritmo delle onde, e gli odori salmastri con alcuni odori sessuali? E non facciamo esperienza di un ritorno alle origini, alle profondità, al ritmo ancestrale delle onde, quando nuotiamo come quando facciamo l'amore? Nella piccola spiaggia di Paphos dai ciotoli rosa e levigati, dove si ritiene che Afrodite abbia posto il piede, il mare avanza sul lungo litorale provocando un effetto particolarmente sensuale: si addentra con ritmo potente per ritirarsi con lentezza, spumeggiando. L'acqua che fluisce sui ciotoli suona come una musica, seducente quanto il desiderio, e il suo fragore è tale che non si può udire null'altro. L'acqua penetra con cadenza ipnotica, la schiuma ci seduce, il mare ci abbraccia: è Afrodite che appare.....(da La rinascita di Afrodite, di Ginette Paris, pagg. 44-45)
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